Lo so. I racconti iniziano sempre con una frase del tipo: “La mia storia inizia da molto lontano… “ ma nel mio caso la storia inizia proprio da molto, molto lontano…

Lontano come la Svezia, l’America e il Giappone.
Faccio un passo indietro.
Mi diplomo all’ Alberghiero di Rimini, frequento memorabili stages con il grande chef Gualtiero Marchesi, metto in pratica tutto quello che ho imparato in alcuni tra i più importanti ristoranti di Bologna e non solo, finchè l’irrequietudine che ho come ascendente prende il sopravvento e mi ricorda che non sono un albero, pur avendo radici solide.
Così decido di partire, salgo in sella alla mia adorata moto e mi dirigo verso la Svezia, a lavorare come Executive Chef per la compagnia di navigazione Viking Line. Sfide continue, fatica, ma anche divertimento e grandi scoperte ed insegnamenti.
Senza aver capito bene come, un giorno mi sveglio negli Stati Uniti come Chef e General Manager del Ristorante Mama Avati’s di proprietà del regista Pupi Avati. Penso che sia una gran botta di fortuna, ma poi le temperature di Davenport, che prevedono un’escursione termica che va da – 50°a + 50° mi convincono che quelle latitudini forse non incontrano il mio ideale biologico.

Nonostante le grandi soddisfazioni conquistate sul campo statunitense, dopo qualche anno, in preda alla nostalgia, decido di tornare e di restituire quello che ho imparato alla mia città, che in principio mi diede tanto.

Così, dopo varie tappe nelle cucine di grandi ristoranti bolognesi, molto fermento, tanta ricerca, ancora immutato entusiasmo, un giorno finisce che insieme alla mia inseparabile Licia parcheggio la moto fuori dall’Antica Trattoria del Reno, in quel posto che in tempi lontani fu il ristoro preferito per chi amava le rane di fiume e i pesciolini fritti. Era la torrida estate del 2013.

In preda alla nostalgia, decido di tornare…

e di restituire quello che ho imparato a quella città che in principio mi diede tanto.

Qui per me ha inizio una nuova sfida, affrontata con grande determinazione, rischiando di nostro, con la consapevolezza di avere una personalità forte e marcata e con il rischio di non piacere a tutti ( complice anche il mio “brutto vizio” di dire sempre quello che penso, e non certo alle spalle! ).

Mi accomodo nella mia nuova cucina e cerco di far emergere me stesso in ogni  piatto, proponendo quello in cui credo e che mi appassiona. Sono pur sempre uno chef, e gli chef, lo sappiamo, hanno spesso un ego davvero non poco ingombrante! Uso gli ingredienti come fossero emozioni, non li risparmio mai, li intreccio nei miei piatti alla costante ricerca e messa a punto della “mia” idea di cucina. Ecco allora che con il trascorrere del tempo ogni mio piatto è sempre più trasgressivo, loquace, espressivo, muscoloso, a volte provocatorio.
La base è sempre quella. Materia prima eccellente e sostenibile, bando agli allevamenti intensivi e a tutto ciò che stravolge il ciclo naturale dell’animale e del prodotto. Per quanto riguarda il concetto alla base di tutto, beh, non credo aver inventato nulla di nuovo…
Come Mastro Martino da Como (cuoco provetto del Vaticano nell’anno 1450) non copio ricette già note, ma mi limito a stravolgere a modo mio la migliore tradizione culinaria italiana, con  estro, curiosità ed un po’ di alchimia.

Arriviamo al 2017. La vita mi presenta una nuova, improvvisa scommessa. Che faccio, dico di no? Questa volta non ho nemmeno bisogno di scomodare la mia moto, la sfida è a pochi chilometri da qui. Sempre insieme alla mia compagna Licia, come me grande entusiasta della vita e delle sue novità, ed al nostro nuovo socio Ugo Nazzarro decidiamo di rilevare l’ex ristorante Biavati e di farne il mio nuovo laboratorio.
Qui mi sento a casa, posso dire di aver trovato la mia dimensione, i miei spazi, il mio nuovo respiro. La mia ricerca continua, la voglia di proporre nuove soluzioni creative mi tiene sveglio la notte. Qui tutto è festa, accoglienza, desiderio di far sentire i nostri ospiti come nel salotto o nel giardino di casa, offrendo in tavola ciò che “per me” è buono, è sano, è interessante, è intrigante.
Con i nostri ragazzi di cucina e di sala si è nel tempo consolidato un forte rapporto di stima e fiducia reciproca, siamo una famiglia e guardiamo tutti nella stessa direzione, con un obiettivo comune e sempre “ViVo” davanti a noi !

Il 1° settembre 2017, l’arrivo di Fabio Arlotti, bartender di fama internazionale e nuovo fondamentale componente di questa nostra grande famiglia, completerà il Team ed arricchirà le nostre proposte, permettendoci di mettere a punto un american bar di tradizione e sperimentazione, che sarà unico nel suo genere in città.
Le nostre idee, in giusta combinazione, produrranno novità e provocazioni mai assaggiate prima a Bologna.
Ma non voglio svelare nulla di più… potrete venire a trovarci e ne parleremo “dal ViVo” !!!!!